sabato 2 febbraio 2013

Due pasti e 10 litri d’acqua al giorno





Burkina Faso. Paese degli integri

 I video e le frasi che seguono appartengono all'esperienza umana e politica del presidente del Burkina Faso Thomas Sankara ucciso da volontà occidentali il 15 ottobre 1987. Si intuisce come l'Italia si trovi oggi nelle stesse condizioni di dominio e di soggezione politica ed economica che Sankara denunciava a metà degli '80.
L'atteggiamento intransigente, chiaro e libero di Sankara nei confronti dei creditori occidentali e la sua battaglia politica per liberare la sua gente dalla miseria e dalla sopraffazione gli sono costati la vita. L'obiettivo di poter dare alla sua gente "due pasti e 10 litri di acqua la giorno" fu raggiunto (insieme a molti altri) nei suoi quattro anni di governo (1983-1987). 
Thomas Sankara, nel suo brevissimo passaggio politico, ha lasciato a L'Africa un messaggio di speranza  e di lotta chiaro e forte: i popoli devono imparare l'autoderminazione, crescere in autonomia e nella libertà.
 L'occidente nell'atto di tendere una mano di aiuto ha costantemente oppresso altri popoli. Spesso lo ha fatto con le armi, oggi preferisce utilizzare il credito e il debito. Non è cambiato nulla per la gente. Per liberarsi da tutto ciò occorre intransigenza, integrità morale e il protagonismo della gente.

Il discorso sul debito 29 luglio 1987




« Il debito pubblico nella sua forma attuale, controllata e dominata dall’imperialismo, è una riconquista dell’Africa sapientemente organizzata, in modo che la sua crescita e il suo sviluppo obbediscano a delle norme che ci sono completamente estranee. In modo che ognuno di noi diventi schiavo finanziario, cioè schiavo assoluto, di coloro i quali hanno avuto l’opportunità, l’intelligenza, la furbizia, di investire da noi con l’obbligo di rimborso. »
Thomas Isidore Noel Sankara




“Parlo in nome delle madri che nei nostri Paesi impoveriti vedono i propri figli morire di malaria o di diarrea, senza sapere dei semplici mezzi che la scienza delle multinazionali non offre loro, preferendo investire nei laboratori cosmetici o nella chirurgia plastica a beneficio del capriccio di pochi uomini e donne il cui fascino è minacciato dagli eccessi di assunzione calorica nei loro pasti, così abbondanti e regolari da dare le vertigini a noi del Sahel…” 


«Facciamo sì che il mercato africano sia davvero il mercato degli africani. Produrre in Africa, trasformare in Africa e consumare in Africa (...) È per noi il solo modo di vivere liberamente e degnamente».