lunedì 29 agosto 2011

L'orto. Anima e mistero



 Sarà capitato a molti di sedersi vicino a un cespuglio di basilico , magari la varietà più nota, il crispum, e una folata di aria strappi alle foglie, grandi e rigonfie, un'intenso profumo per portarlo al cospetto dell'olfatto.
Può capitare di accarezzare le estremità dei rami di un rosmarino sistemato lungo un sentiero e ritrovarsi invasi dal suo aroma resinoso e balsamico che sembra posarsi sulla pelle come se fosse polvere microscopica. Magari addentrarsi tra filari di piante di pomodoro e sentire la porpora verde che sale alle narici, aggressiva. Oppure rovistare con le mani tra le foglie di rucola per avvertire subito la sua risposta profumata e accogliente.
Notare il nero lucido e violaceo della melanzana lunga che staglia nel verde delle foglie larghe e vellutate o il rosso del pomodoro maturo. L'arancio del fiore di zucca aperto verso il cielo o il verde dell'insalata che brilla al sole. Potreste meravigliarvi dei passeri presi a rotolarsi nella terra polverosa e secca scavando piccole buche o del calabrone che abbraccia un fiore bianco di fagiolo nano piegandolo con il peso. Oppure essere incuriositi dalle coccinelle mentre cacciano afidi tra i germogli di un pesco e le formiche che, al contrario, li accudiscono in cambio delle sostanze zuccherine che gli stessi producono.
Tutto questo può capitare a chi si addentri in un orto. Tutto ciò accade anche quando l'animo dell'avventore appare distratto da altro, rapito da attenzioni lontane e da quotidiane inquietudini. La natura richiama a se gli esseri che la abitano anche quando mostrano di non conoscerla, di percepirla estranea, di sentirla come “altro da sé” .
Pomodori in un orto (foto Marcello Marcellini)
L'orto è un'esperienza sensuale come dice Hanke Bruce autrice del libro “Introduzione all'ortoterapia”. Una miscela di sensazioni che sintonizzano l'uomo con il mondo e organizzano il senso della vita. Attraverso l'orto l'uomo riscopre la sua appartenenza alla natura, il suo indissolubile e profondo legame con gli altri esseri viventi. L'orto educa alla sensualità. Permette ai sensi di cogliere il mondo con la necessaria delicatezza e con la profondità di esperienza di cui l'uomo necessita per sentirsi in sintonia piena con il mondo.
Luce, ombra. Giorno, notte. Inverno, estate. Acqua, aria. Freddo, caldo. Umido, asciutto. Sono gli elementi che codificano la disciplina di chi vive e cura un orto. Sono orologi di estrema precisione. E' impossibile sfuggire al loro dispiegarsi e rincorrersi. Esigono pazienza, attesa. Capacità di capire, intuire il momento giusto.
L'amore è paziente. Sa aspettare. Così chi semina sa attendere che si completi il gioco. L'orto è un insieme di atti generativi (atti d'amore) che si dispiegano nel tempo secondo regole precise. L'atto generativo produce vita e la vita generata esige cura, attenzione, accompagnamento costante e devoto verso il completamento del ciclo vitale.
Il processo complesso della vita dell'orto è la rappresentazione più semplice ed efficace del senso di unità tra uomo e natura. I prodotti dell'orto non sono solo doni ma atti di vera comunione con il mondo. Sono un segno di una profonda ed armonica reciprocità. Sono esperienze attraverso le quali l'uomo sente di essere parte delle cose che accadono in natura e non un osservatore alto ed esterno.
“Non vivere questa terra come un estraneo o come un turista della natura. Vivi questo mondo come la casa di tuo padre: credi al grano, alla terra, al mare, ma prima di tutto credi all'uomo” . Sono le parole del poeta turco Nazim Hikmet che invita credere alla supremazia della sensibilità umana unita però, indissolubilmente, al mondo, in comunione autentica con il mondo.
L'orto è anima. L'orto possiede un'anima. Si tratta di ascoltarla, di coglierla attraverso il filtro dei sensi. E' un luogo abitato e spiritualmente accessibile. E' un ascolto profondo che alla fine svela sempre la sua anima e aiuta a conoscere la nostra attraverso la forza evocatrice del mistero.
James Hilman del resto, psicologo dell'anima, ritiene, al pari dei greci, che i luoghi hanno un'anima se attorno ad essi si sono depositati nel tempo relazioni, significati, simboli. Ecco perchè l'orto rappresenta una profonda esperienza relazionale che riesce a organizzare il senso della vita ponendo l'uomo umilmente di fronte al mistero del mondo.
"Quelli che piantano (a differenza di quelli che costruiscono) soffrono con le tempeste e le stagioni, raramente riposano. Ma, al contrario di un edificio, il giardino non cessa mai di crescere. Esso richiede l'attenzione del giardiniere, ma, nello stesso tempo, gli permette di vivere come in una grande avventura" Paulo Coelho, Bryda.

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