lunedì 2 maggio 2011

L'abbandono dell'infanzia

L'abbandono dei bambini è un fenomeno antico. I Regni e le istituzioni locali hanno tentato di regolarlo attraverso leggi e regolamenti nel tentativo di attivare forme di tutela minimi. 
La "ruota dei proietti" rimane l'istituzione più conosciuta. Ogni paese, aveva la sua ruota e la sua "pia ricevitrice dei proietti", cosi si chiamava la donna deputata ad accoglierli.
A Civitella Del Tronto la ruota era collocata a circa metà dell'attuale corso Giuseppe Mazzini.  Le madri lasciavano, prevalentemente di notte, il neonato sulla parte esterna della ruota, attraverso l'apertura che dava sulla via, poi giravano la ruota in modo da passare il bimbo all'interno della struttura. La pia ricevitrice udiva il pianto del bimbo e lo accogglieva offrendo le prime cure. La mattina successiva il neonato veniva portato presso il comune per le registrazioni di rito. La pia ricevitrice autonomamente dava un nome e un cognome al bimbo il quale successivamente veniva assegnato a una balia.
Prima del 1806, cioè prima dell'arrivo dei francesi nel Regno di Napoli, queste fasi non erano regolate da leggi specifiche perchè i Borboni non avevano registri anagrafici e la registrazione dei nati  era per lo più appannaggio delle istituzioni ecclesiastiche e "regolata" da strumenti normativi di tipo provinciale o regionale. 
Attraverso link sottostante potete aprire un file che sintetizza in un grafico un'analisi statistica del fenomeno dell'abbandono a Civitella del Tronto tra il 1600 e il 1820. Si tratta di dati demografici tratti dal liber baptizatorum della Chiesa di San Lorenzo di Civitella Del Tronto.