giovedì 25 novembre 2010

Non insegnate la vostra morale ai bambini

I bambini interiorizzano le regole nonostante gli adulti e, nonostante genitori ed insegnanti, sviluppano una morale, suggeriva Jean Piaget, e sono in grado di mettersi al posto degli altri, di capire i loro sentimenti.

“Non insegnate la vostra morale ai bambini è stanca e malata e potrebbe far male” diceva Giorgio Gaber. La morale non va insegnata. La morale non è nelle parole, non è nelle cose, la morale non è nel fare. La morale è un codice sentimentale impalpabile che sedimentiamo nell'animo attraverso percorsi quotidiani di amore e di libertà. Le parole della morale sono un atto successivo della vita.

Norma, costume, senso del limite personale nascono dalla necessità profonda di preservare l'amore e la libertà. Nessuna norma, nessun costume, nessun senso del limite personale reggerebbero senza un'istanza profonda che ci induce a difendere il nucleo costitutivo profondo di amore e di libertà. Nessuna legge reale reggerebbe senza una solida legge immaginaria.

L'esempio è l'unico elemento di trasmissione morale. L'esempio è il centro attivatore di processi di identificazione. Meccanismi attraverso i quali assorbiamo gli altri significativi e costruiamo l'idealità. L'esempio identificativo è lo strumento, la porta attraverso la quale gli altri entrano nella nostra vita psichica profonda fino a costituire il nucleo autoregolatore profondo che Sigmund Freud definì Super-Io.

La trasmissione esterna del codice morale, l'insegnamento della regola è quindi altro. E' atto depositario della cultura non esempio, non attivazione identificativa. La strategia trasmissiva della morale è spesso un arbitrio, un atto di potere adulto finalizzato all'oppressione.

Il bambino tende a regolarsi perchè teme di perdere l'amore e se non ha sperimentato amore, riconoscimento, libertà non temerà di perderli, non sentirà l'esigenza di preservarli attraverso un limite.

Solo l'adulto che è in grado di manifestarsi educativamente come esempio, cioè di attivare una tensione identificativa nel bambino, potrà avere speranza di generare legami sociali stabili fondati sulla libertà.

Occorre che l'adulto, come ricordava il citato Giorgio Gaber, coltivi se stesso, il cuore, la mente e dia fiducia all'amore diventando esempio per i bambini e i ragazzi che gli vengono affidati. La società attuale ha spento i processi identificativi primari, ha azzerato l'esempio adulto e rischia di scivolare nella paura e nell'autoritarismo.

Nel link potete ascoltare la canzone Non insegnate ai bambini di Giorgio Gaber

http://www.youtube.com/watch?v=IVnPotcVkFQ

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